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Şubat, 2014 tarihine ait yayınlar gösteriliyor

Radici

Dovete imparare ad arrendervi alla vostra consapevolezza più elevata. Se prima non imparate questo, potrete anche conoscere tutto quello che c'è da conoscere al mondo sul misticismo e la spiritualità , ma non raggiungerete alcun risultato. (18/09/1971 yogi Bhajan) In questi giorni è andata in onda sulla RAI una fiction che racconta la storia del Maestro Manzi , il maestro d'Italia. Per noi, per la mia famiglia, Alberto Manzi è uno di casa, un parente, un amico.  Per il papà di mio marito, Manzi è stato dapprima un insegnante, poi padre, fratello, amico del cuore, e poi collega. Insieme hanno scritto libri per bambini, insieme hanno organizzato incontri, impostato lavori. Manzi ha presentato la sua futura moglie a mio suocero, che lavorava nella casa editrice che pubblicava i loro lavori, Manzi è stato il loro testimone di nozze, quel lontano ottobre del 1969. Si può dire che,  se crediamo alla storia e ai suoi incastri, ad Alberto Manzi devo tutto, perchè è anche grazie a lui c

Così come sono.

Sarò schietta. A me il mondo fatto di glitter, stelline e cuoricini di certi siti, non è mai piaciuto. I blogs che accolgono uno stile così, non mi interessano, i loro autori tanto meno. Non leggo i migliori  delle classifiche di gradimento. C'ho provato in passato, giuro. Poi mi sono stufata. Non mi arricchiscono, non ce la faccio, proprio non mi interessano. Senza dubbio sono una che si annoia presto e sono incostante, per carità, questo lo ammetto. Trovo però che in giro ci siano tantissime cose ben fatte che val la pena di seguire senza tanto clamore: un sacco di gente che disegna in modo sublime e si racconta per immagini, tanta gente che fa il mio lavoro (l'architetto intendo, non la blogger) descrivendo la passione che ha senza piegarsi ai cliché degli articoli shabby chic che l'ultima moda detta. Ci sono persone vere che si raccontano profondamente, e si capisce subito. Lo capisco da quanto poco è curata la grafica del loro sito, con questo non voglio dire che il si

Sei immune alla gravidanza?

“Qualora la gravidanza garantisca vita sicura del feto, perché la gestante protetta si rafforzi per affrontare un facile parto, deve bere dittamo e mangiare lumache…” Lucrezio IV (libro De rerum natura) Non è una domanda qualsiasi. È una domanda che ogni medico di fronte ad una storia complicata di infertilità e abortività, dovrebbe porre e dovrebbe porsi. Brutta domanda. Io me la sono fatta un sacco di volte. Sarò immune alla gravidanza? Cioè, il mio corpo sarà nemico dei miei figli? Guardate che lo so perfettamente che il passo da qui a pensare che è tutta colpa mia è brevissimo, ma non mi importa. Cioè mi importava, ora no. Ora ho acquisito quel necessario auto-cinismo che mi consente di andare avanti come un caterpillar senza per questo incolpare me stessa per quello che è stato. Ma non è mica sempre così. Alcune donne si sentono espropriate, si ribellano, cercano di trovare un colpevole e sprofondano nel dolore e nella depressione prima di cominciare ad elaborare un lutto indispe

intensamente

Mi telefona mio suocero e mi dice: "auguri!"  Ed io con il mio solito cinismo rispondo:  "perché?"  E lui:  "come perché !! Non sei innamorata? Allora auguri. Io sono sempre innamorato, anche ora che mia moglie non c'è più. Mi dispiace solo che non posso farle più le sorprese che le facevo il giorno di San valentino, perché lei ora è sempre accanto a me, e vede quello che faccio."  Ora, come dicono a Roma,  metteteci una pezza. Sono rimasta con la bocca aperta e mi sono appoggiata alla parete del bar dell'ospedale, dove ero entrata di corsa con l'impellente esigenza di divorare un cornetto dopo il digiuno post analisi. E così mio suocero, entra a pieno diritto nella top ten degli uomini più romantici che io conosco. E già che ero in quell'ospedale, e in quel bar con il ricordo che spingeva in gola e le lacrime che stavano lì lì per spuntare. Mi capita così. Che in quell'ospedale ci sono stata per tantissimi motivi prima delle mie ultime