Kayıtlar

Mart, 2014 tarihine ait yayınlar gösteriliyor

SUKHPAL KAUR

Resim
SUKHPAL KAUR. Ripeti. SUKH PAL KAUR. Esattamente: SUKH, è breve, secco, intenso. PAL ha una A lunga: PAAAL KAUR, è così, come lo vedi. SUKHPAL KAUR. SUKH significa PACE. PAL, protezione, sostegno. Una settimana fa, ho ricevuto il mio nome spirituale,  SUKHPAL KAUR la principessa / leonessa che è sostenuta e protetta dal Divino quando lei si connette con la propria pace interiore. Avevo pensato di richiederlo ad un certo punto lo scorso anno, poi però gli eventi accaduti mi hanno distratto. Poi, ho pensato che non avrei dovuto disconoscere il mio nome natale e ho lasciato stare. Poi invece, cioè ora, ho capito che era il momento e che non avrei cancellato nulla di quella che sono, semplicemente, avrei conosciuto il perchè sono qui. “Nam significa nome. Un nome è il nome di una persona, di un luogo o di una cosa. Quindi ‘Sat Nam’ significa ‘La Verità è la mia Identità’. Quello è il mio Nam. Quello è il mio nome. Quando qualcuno chiede un nome spirituale, quel nome descrive il destino”. 

“Tre meno uno uguale zero.”

Resim
“Tre meno uno uguale zero.” "Ricostruire le proprie vite a partire da zero. Uno zero tondo, ma vuoto, come le pance, prima tonde e piene di promesse, e poi vuote, svuotate, per sempre. Zero rispetto alla vita di prima. Zero rispetto al futuro, che pare improvvisamente lontanissimo. Zero rispetto al presente, troppo spaventoso perché troppo vuoto. Come si fa a tornare due? Come si fa a ripartire da quel “tre meno uno” divenuto zero, e tornare prima due poi quattro? Come si fa a far quadrare i conti, quando per molte persone non c’è stata nessuna sottrazione e siamo sempre stati solo due, perché un figlio atteso sembra avere un valore affettivo minimo o trascurabile? Come si fa a affrontare tutto questo, e tutte le sue complicazioni senza disgregarsi in mille frammenti, passando da zero a -3?" (Claudia  Ravaldi, ciao Lapo onlus )  Ci sono momenti di questa mia vita in cui tutto mi appare chiaro, semplice, lineare. Mi è chiara la ragione di tutto quello che è accaduto. Rivedo co

Parole e silenzi

Le parole sono come spine che ti si conficcano nel cuore. E ritrovarsi nel cuore della notte a cercare quella luce che ora è debole. Hai il terrore si spenga. Le domande ti risuonano nella testa: Sto sbagliando ? Ho preso una strada sbagliata? Avere la sensazione di camminare su un lago ghiacciato e sentire crescere dentro la paura che al prossimo passo il ghiaccio potrebbe rompersi ed io potrei precipitare. Per sempre. Il silenzio intorno a me mi stordisce. L'argomento gravidanza, se rivolto a me, è diventato un tabù. Anche le parole mi strozzano la gola. Arrivano affilate, tagliano e poi vanno via. Il pietismo mi fa schifo.  La commiserazione ancor di più.  La presunzione di aver capito tutto invece è al di fuori della mia tolleranza. Questo vuoto è un dolore insopportabile. Questa è la verità. E tutto il resto è niente. E ci si può morire intorno a questo vuoto, se lo si sceglie di abbracciare.

Mamma è già arrivata.

Ieri mattina ho partecipato al matrimonio del mio migliore amico, e al battesimo di sua figlia. Io ero testimone di nozze e madrina di battesimo della bimba. Ho passato i giorni precedenti questo evento in continua apprensione, nervosismo, agitazione. Mi sono svegliata in piena notte in preda ad un urlo soffocato in più di un'occasione. Prendo sul serio le cose che mi si chiedono, non riesco a farne a meno.  Non riesco a non sentirmi investita di responsabilità e di gratitudine per il ruolo che mi si è chiesto di ricoprire, da oggi per il futuro. Ma una parte di me è attaccata al mio dolore e non rinasce. E' così. Lo ammetto e ci faccio i conti. Quotidianamente. La mia agitazione derivava da questo. Credo di averlo già raccontato qui in passato, ma c'è una storia che sin da piccola mi ha sempre colpito, ed è la storia di una donna che io vedevo camminare per il paese avanti e indietro. Io lo capivo che aveva lo sguardo vuoto e la mente altrove e non capivo quella camminata