Frigoriferi stimolanti ed egocentrismo

27° giorno di meditazione

Una settimana fa lavoravo a casa di una collega, quando ad un certo punto mi chiede se potevo parlare con una sua amica la cui figlia non riesce ad avere figli e che voleva sapere da me che tipo di esami stavo facendo.
Rimango un attimo gelata.
Negli ultimi tempi non amo parlare di questo con gli sconosciuti.
Perle ai porci.
Ho capito che non ne vale la pena spiegare se non si vuole davvero ascoltare.
Poi ho pensato che una madre che si preoccupa di una figlia che non riesce ad avere a sua volta figli, non è una situazione che conosco e che forse, potevo essere utile.

Non passano nemmeno dieci minuti che il telefono squilla per parlare con me della faccenda.

Sono prevenuta, lo ammetto.
Irrigidita, lo sento.
Tuttavia chiedo quale è il problema e come posso essere utile.
La signora in questione mi dà ovviamente subito del tu e mi dice che sua figlia è al quarto tentativo in pma. Le chiedo a chi si è rivolta.
Mi dice che la prima volta è andata a *** ma che non vuole nemmeno parlarne di "quelli lì, perchè sono degli impostori napoletani!" e che la prima volta 5 anni fa ha fatto tutto da sola senza interpellarla, perchè lì non si paga, e che però sono dei cani. (cito testualmente).

Rimango in silenzio a lungo mentre lei continua in un fiume di parole.
I pensieri girano vorticosamente ed io non ascolto più. Sento chiudersi la gola.

Le dico che, quei cani napoletani, sono gli stessi che oggi mi stanno facendo le ricerche approfondite per le quali mi ha cercata lei e rispetto alle quali non ho ancora ricevuto una domanda.

Io mi sono fermata in silenzio per lei.
Questa donna no.
Non le importa nulla.
Non ascolta.

Mi dice che allora niente, non le interessa sapere. Se conosco il professorone Y famoso in tutta Italia e che costa tanto. No, le dico, non lo conosco. Le chiedo se mi dice quale è il nome del centro infertilità e lei dice che non c'è un centro e che LUI si sposta in tutto il paese.
Poi smette di parlare e dopo due secondi (riprende fiato) mi chiede che problema ho.
Le dico che non è proprio la stessa situazione di sua figlia, che ho avuto sei aborti spontanei e che ora mi sto occupando di questo. Che ho fatto una sola PMA e che i miei avevano attecchito (al contrario di sua figlia che non ha mai avuto un positivo) ma che poi non è andata avanti comunque.
Allora fa:
"ma sei aborti provocati?"

Sgrano gli occhi anche se non mi vede.
Come provocati?
Signora del cavolo.
Spontanei!!!
Spontanei!
Cazzo!
Come provocati!?!

E poi aggiunge:
"ma tu quanti anni hai?"
e ancora:
"hai mai pensato alla maternità surrogata?"

Non so cosa altro sgranare perchè i miei occhi sono due tunnel.
"Forse intende dire eterologa"
"No, intendo dire utero in affitto."
"Signora" a quel punto il mio dare del Lei è diventato un'esigenza.
"l'utero in affitto è illegale in Italia, inoltre parliamo di costi elevatissimi e comunque, non è una strada semplicissima a livello legale anche una volta che il bambino è nato"
"l'utero in affitto si può fare in Ucraina, in India, ormai è una realtà e i soldi non sono un problema".
Certo.
Con i soldi si possono comprare gli uteri delle ucraine e delle indiane senza batter ciglio.
Non ci avevo pensato.

Ho concluso la conversazione, pregando avvenisse in maniera veloce perchè il tutto era diventato una tortura insopportabile, e chiedendole ancora una volta cosa volesse quindi da me visto che mi stavo facendo curare da quei cialtroni napoletani.
Ma non ascoltava.
Si è convinta che con i suoi soldi può comprare un nipote per sè, nemmeno un figlio per sua figlia.
Non ha avuto la delicatezza di rapportarsi con umiltà con una persona che come sua figlia sta passando l'inferno. Anzi. Ha avuto l'arroganza di volermi insegnare come ottenere l'obiettivo, offendendomi con le sue parole e il suo gesto affatto solidale, mascherato da chi sa, palesando invece un'ignoranza che affonda le radici nella paura e nel disorientamento che si prova quando non si riesce a fare nulla per chi si ama.

Non sono riuscita a risponderle.
Mi sono lasciata attaccare con quelle parole...
aborti provocati
età avanzata
dottori cialtroni
soldi

Ho passato il resto della mattina a lavorare come un automa.
Una volta uscita ho digerito la conversazione e ho scritto alla mia collega pregandole di rendersi conto di chi genere di amica aveva, del fatto che avevo pietà di lei, ma che soprattutto, avevo a cuore quella sua figlia, che oltre al dolore di non poter essere madre, doveva convinvere con quella donna così egocentrica.

Io sono diversa ora.
Anni fa una conversazione del genere mi avrebbe distrutto. Avrei messo in dubbio tutto, avrei pianto per ore. Ma non oggi.
Non ho risposto alla signora, ma mi sono risposta dopo da sola. Ho risposto a me stessa, rispetto ai dubbi che mi aveva instillato. Mi sono risposta e ho reagito, ricominciando a lottare.
Non smetterò mai di condividere, ma ho imparato a preservarmi dai colpi.

Chi mi segue su facebook sa delle difficoltà che sto incontrando durante questa terapia che dovrebbe neutralizzare la tossicità del mio sangue. Sono giorni difficili, in cui non riesco a fermarmi. Mi sento come un animale che sta preparando la sua tana.
Lo faccio senza pensare.
E non mi fermo un secondo.
E sono stanca.
Ora tanto stanca.

Ho bisogno di pensieri positivi per i prossimi quindici giorni.
Ne ho bisogno tantissimo...


Frigoriferi stimolanti!

*battuta solo per addetti ai lavori


Yorumlar

Bu blogdaki popüler yayınlar

Contest #doinumeriperchecercote

in una scatola