"Non importa se vai avanti piano, l'importante è che non ti fermi"




Ciò che mi accade è di non pensare.
Eseguo senza controbattere operazioni meccaniche e non protesto.
Rientro volutamente in quella categoria di persone che non vogliono capire, non più, e che, a braccia aperte aspettano che le cose accadano, oppure no.
Non ci sono domande.
Incastro coerenza, fino alla fine.
Non guardo oltre gli appuntamenti che mi impongono gli altri, senza mai pensare al domani.
Ci sono troppe coincidenze stavolta che sono difficili da ignorare. Sono uno spettatore che guarda la sua vita srotolarsi come una guida di moquette rossa su un prato di margherite.
Preparo.
In silenzio.
Preparo me stessa, papà, Hope e tremo.
Va bene.
Va tutto bene.
Siete tutti con me e io vi sento, affacciati, guardarmi da lassù, so che ridete e vi date gomitate solidali.
Impertinenti.
Non prendetevi gioco della mamma.

C'è qualcuno di voi che verrà chiamato presto.
Attenti, perché io già lo sono.
Non fate finta di non sentire.

Shhhh.
La mia pancia duole.
Risponde.
Come il mio corpo.
Non mi abituerò mai a questo espediente artificiale per portarvi qui e so perché.
Io sono impegnata e resisto. Tesa ad ascoltare il minimo rumore e sussurro di ali.
Voi volate.
E poi buttate l'àncora e state qui.
Ancora.
E per sempre.

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