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Haziran, 2015 tarihine ait yayınlar gösteriliyor

Accoglienza, accettazione. Addìi.

Dopo un anno che non ci vedevamo: ciao dottore. Ho fatto una pma omologa senza dirtelo. Però ti voglio bene lo stesso. Tu me ne vuoi lo stesso? si me ne vuoi. Mi abbraccia e allarga le braccia. Cioè lo fa in senso lato, ma comunque a me è parso di vedere le sue braccia allargate. E poi mi chiede come è andata. E gli dico che sono qui, altrimenti sarei lì, e che niente. E allora allarga le braccia di nuovo (sempre in senso lato) e a me viene da piangere, perchè avrei voluto tanto portargli una gravidanza alla dodicesima settimana, quel tempo oltre il quale, per quelle come me è consentito tirare un sospiro di sollievo. Poi mi guardo intorno e le foto dei bambini appena nati, appesi ai muri sono aumentate. Gli chiedo se si ricorda della mia amica, quella che gli avevo presentato un anno fa dopo una pma nel pubblico, quella che le ho presentato dicendogli "è come mia sorella, si sente persa, ha paura, ti prego, aiutala come fossi io" , quella mia me, a cui ho dato cuore, anima e

Una richiesta

Resim
Care amiche, io e un'altra donna stiamo scrivendo un libro sulla pma e sulle nostre vite mentre facciamo questo percorso. Non conosco tutte le vostre storie, molte di voi conoscono me, ma non io voi, e quindi vi scrivo. Mi piacerebbe ricevere le vostre storie, se vi va di partecipare. Naturalmente, in forma anonima o con il vostro nome, questo lo deciderete voi. Dovreste scrivere massimo due pagine Times new roman 12, seguendo questi semplici ma importanti punti: 1. come hai scoperto di non poter avere figli in modo naturale e come ti sei sentita 2. quando hai iniziato questo percorso: raccontaci i dosaggi dei farmaci, le punture o altro. Mettici i numeri per favore perché il titolo "E' do i numeri perché aspetto te" (numeri dei dosaggi, le ore in cui vai a fare i controlli, le date, i tuoi anni... Più cifre ci sono meglio sarà) 3. La cova: cosa fai, cosa pensi con chi sei chi lo sa 4. Le beta 5. Come stai ora 6. Come vedi il tuo futuro. Ho condiviso tanto in questi c

Noi

Dopo qualche tempo che noi due dormivamo nello stesso letto, mi sono accorta di una cosa. Nel dormiveglia, quando stai quasi del tutto cedendo al sonno vero, lui si muoveva. Un movimento impercettibile che all'inizio non capivo. Osservandolo poi capii cosa mi ricordava. Si cullava. Un movimento appena accennato del suo corpo, ripetuto su se stesso, come quando tenti di addormentare un neonato cullandolo con una nenìa. Chiesi spiegazioni e mi disse di non essersene mai accorto,  ma che, ora che glielo facevo notare, era un movimento che veniva da lontano, quando sua madre lo cullava nel letto prima di addormentarsi. Negli anni, inconsciamente, per addormentarsi, a sua volta, lui ripeteva quel rito. Ieri notte, spenta la luce, io ero di spalle e ci siamo ritrovati abbracciati. In quel momento ho sentito intensamente il bisogno di essere cullata e, in quel momento, mi sono accorta che lui, quel movimento non lo faceva più da anni. Gli ho chiesto: "non ti culli più prima di addorm

Ciao

Resim
Beta negative. Fidatevi di quello che dico, ormai mi conoscete no? Grazie per tutto l'amore incondizionato che siete stati in grado di darmi in questi lunghi giorni. É stato un post transfer dolcissimo.

C'erano una volta tre embrioni che ora no.

Come fanno a diventare 288 ore di attesa, un manciata di secondi di silenzio assordante? Basta andare in bagno e trovare delle leggere perdite di sangue sulla carta. No signori, le perdite da impianto arrivano tra il 6° e il 7° pt. Cerchiamo di essere realisti. Questo è un inizio di ciclo. E così, anche loro sono andati via, lasciandomi qui da sola. Ora silenzio. Il resto, tutto quello che arriverà, lo conosciamo già.

Sarà, se sarà, perchè è così che devono andare le cose.

Sono calma, di quelle calme senza respiri. Una settimana insieme. Quei tre mocciosetti sono con me da una settimana. Non ci parliamo molto. Io li sento la notte, quando le voci si placano e le luci non ci spaventano. Metto la mano lì e li sento. Ho imparato ad usare l'energia delle mani grazie allo yoga in questi anni, e ora le uso così. Stanotte, ce la siamo spassata, noi quattro, così. Le giornate sono lente, le ore scandite da medicine e da punture, ma questo lo sapete. Non mi lamento. Di queste medicine non ho paura. Dormo spesso durante il giorno, e ho fame, continuamente. Non ho molto lavoro. Ho fermato il mondo e le conseguenze sono che non ho scampo. Il mio lavoro ora è quello di custodirli e di tenerli qui, niente altro può essere più importante. Durante il giorno, i sintomi da ciclo vanno e vengono, il mio umore con loro. Non ci si potrà mai abituare all'altalena del post transfer, nemmeno una veterana come me può farlo davvero. Ma sono calma, differentemente dai prec